Una coppia di sposi ritratta di spalle all'uscita da una chiesa in Abruzzo e sommersa dal lancio del riso
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Le usanze di matrimonio in Abruzzo: un viaggio nelle tradizioni autentiche

Sposarsi in Abruzzo significa immergersi in una ricca tradizione che affonda le radici nella storia e nella cultura di questa terra. Le usanze matrimoniali abruzzesi sono un tesoro di rituali e simbolismi che rendono il giorno delle nozze un evento carico di significato e autenticità. Ecco alcune delle più affascinanti tradizioni che ancora oggi si rivivono nei matrimoni nei borghi abruzzesi!

La serenata: un rito d’amore condiviso

Uno dei momenti più emozionanti e coinvolgenti delle tradizioni nuziali abruzzesi è la serenata alla sposa, ancora oggi in voga nei matrimoni tradizionali. La sposa si affaccia dal suo balcone al suono della musica del suo promesso sposo. Oltre che una romantica dichiarazione d’amore, la serenata è anche un’occasione di convivialità. La coppia e gli amici e i parenti si uniscono per un buffet offerto dalla famiglia della sposa. La serenata dà ufficialmente il via ai festeggiamenti per le nozze imminenti.

I dolci della sposa e il banchetto nuziale: un’esperienza golosa

Le tradizioni culinarie giocano un ruolo fondamentale nei matrimoni abruzzesi. Tra i dolci tipici spicca la “pizza doce”, la torta nuziale preparata il giorno prima della cerimonia. Questo dolce, a base di pan di Spagna bagnato con alchermes e rum, farcito con crema gialla e crema al cioccolato, tipicamente veniva consumato a fine pranzo.

Il banchetta nuziale tradizionale poteva comprendere piatti come la “pasta alla mugnaia” e “gli anellini alla pecorara”, preparati dalle donne della famiglia spesso sotto la guida della mamma della sposa.

La “riscita” e il “donamende”: i giorni successivi al matrimonio

Dopo il pranzo nuziale, la tradizione voleva che la sposa non seguisse subito lo sposo nella loro nuova abitazione. Restava invece a casa propria per altri sette giorni, fino alla cosiddetta “riscita” (riuscita). La sposa, allora, veniva accolta nella casa dei suoceri, dove si svolgeva un nuovo pranzo.

In questa occasione, particolarmente importante era il momento del “donamende”: lo zio dello sposo o un altro parente invitava tutti gli altri a offrire somme di denaro. Questa tradizione si è evoluta nella più moderna busta con i soldi. La sposa, per ringraziare dei doni, contraccambiava donando fazzoletti e stoffe, oltre a servire confetti sfusi con un cucchiaio.

La mattina seguente, lo sposo si recava a casa dei suoceri per portare loro il buongiorno e i saluti della figlia, consolidando così il nuovo legame familiare.

La dote e la some: il trasporto dei tesori nuziali

In Abruzzo, la tradizione della dote, che affonda le sue radici nel diritto longobardo, rappresentava fino a metà degli anni ’70, un passaggio obbligatorio per contrarre matrimonio. La dote, ovvero l’insieme dei beni che la famiglia della sposa conferiva allo sposo, era essenziale per sancire l’unione.

Il futuro sposo, prima di ufficializzare il fidanzamento, si avvaleva di un intermediario, chiamato “lu ‘mmasciatore“, per chiedere la mano della ragazza. Questo ambasciatore aveva il compito di esaltare le qualità e i beni del pretendente presso la famiglia della sposa. Accettata la proposta, si procedeva a valutare la dote della futura sposa, tra cui l’immancabile corredo.

La dote veniva trasportata nella nuova dimora caricata sui muli (e per questo era detta anche “some”). Il corteo sfilava in paese, in un rituale chiamato “lu jurn de la dodda” (il giorno della dote), e culminava con la firma di un documento che vincolava entrambe le famiglie a rispettare gli accordi presi.

I regali alla sposa: simboli d’amore e artigianato locale

Nel percorso verso il matrimonio, la sposa riceve preziosi doni dal promesso sposo e dalla comunità. Il primo dono, un paio di orecchini chiamati le “Sciacquajje”, orecchini a forma di falce di luna arricchiti da decori, catenelle e pendenti, o un ciondolo, la “Presentosa”. Quest’ultimo, un simbolo di amore e impegno, era tipicamente donato dai genitori dello sposo alla sposa con l’augurio di una vita felice.

Gli artigiani del borgo realizzavano inoltre manufatti unici per arricchire il corredo della sposa, come lenzuola ricamate, cuscinetti porta fedi e altri accessori personalizzati con le iniziali degli sposi.

La preparazione del letto nuziale: un rito di prosperità

Tra le tradizioni più intime e significative, la preparazione del letto nuziale coinvolge la sposa e le sue amiche (nubili), guidate solitamente dalla mamma della sposa. Il talamo nuziale viene allestito con le lenzuola del corredo. Per buon augurio o come simbolo di prosperità, sul letto vengono disposti grano, riso e/o petali di rose.

Il corteo nuziale: una festa condivisa

Nel giorno del matrimonio, uno dei momenti più tipici era rappresentato dal corteo nuziale, che vedeva la partecipazione di un nutrito gruppo di persone. Il corteo accompagnava gli sposi dalla casa della sposa al luogo del rito. In testa al corteo c’era la sposa con il padre, seguita dalla famiglia e dai parenti. Lo sposo e i suoi genitori chiudevano il corteo. Una volta celebrato il matrimonio, gli sposi sfilavano in un nuovo corteo, stavolta però a parti invertite: prima la famiglia di lui, poi quella di lei. Si tratta di una usanza un po’ in disuso, anche se in alcuni piccolissimi borghi sopravvive.

I balli nuziali: danza e allegria

I balli tradizionali sono parte integrante dei festeggiamenti nuziali abruzzesi. Tra questi, spicca il “laccio d’amore”, una danza propiziatoria in cui i ballerini intrecciano nastri colorati in un gioco di sguardi e movimenti simbolici.

Un altro ballo molto diffuso è la “quadriglia”, una danza di gruppo che, secondo la tradizione, ha origini abruzzesi. Questi balli, eseguiti sotto la guida di musicisti e cerimonieri, coinvolgono tutti gli ospiti in un’esperienza di musica, danza e allegria.

Confetti e bomboniere: tradizione e artigianato locale

In Abruzzo, la tradizione del confetto raggiunge la sua massima espressione, con Sulmona come centro di eccellenza. I confetti, solitamente bianchi per simboleggiare la purezza della sposa, sono offerti agli invitati alla fine del pranzo nuziale, accompagnati da bomboniere realizzate con prodotti dell’enogastronomia e dell’artigianato locale. Ogni dettaglio è curato per creare un ricordo duraturo del matrimonio, un omaggio che gli ospiti porteranno con sé a testimonianza dell’esperienza vissuta.


Queste usanze di matrimonio sono un viaggio nel cuore della tradizione e della cultura locale, dove ogni rito e gesto ha un profondo significato. Sposarsi in Abruzzo è un’esperienza che rimarrà nel cuore degli sposi e dei loro ospiti, come un ricordo indimenticabile di un giorno davvero speciale.

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